Le eterotopie inquietano, senz’altro perché minano segretamente il linguaggio, perché vietano di nominare questo e quello, perché spezzano e aggrovigliano i nomi comuni, perché devastano anzi tempo la “sintassi”.
“Io domino solo il linguaggio degli altri. Il mio fa di me quello che vuole.”
“Il linguaggio è la madre, non l'ancella del pensiero.”
“Solo nel piacere della riproduzione linguistica dal caos nasce un mondo.”
“Il mio linguaggio è la puttana di tutti che io rendo vergine.”
“Il linguaggio, prima di significare qualcosa, significa per qualcuno.”