“Quanto alla guerra, che è la più grande e pomposa delle azioni umane, mi piacerebbe sapere se vogliamo servircene come prova di qualche nostra prerogativa o, al contrario, come testimonianza della nostra debolezza e imperfezione.”
“Il nostro desiderio disprezza e abbandona quello che abbiamo per correre dietro a quello che non abbiamo.”
“In nulla crediamo così fermamente quanto in ciò che meno conosciamo.”
“Non c'è stile di vita così debole o stupido quale quello che è regolato dall'ordine, dal metodo e dalla disciplina.”
“Nel mondo non ci sono mai state due opinioni uguali. Non più di quanto ci siano mai stati due capelli o due grani identici: la qualità più universale è la diversità.”
“La povertà di beni può essere curata facilmente; quella di spirito, è incurabile.”
“Una forteimmaginazione genera opportunità.”
“I giochi dei bambini non sono giochi, e bisogna considerarli come le loro azioni più serie.”
“Ogni persona d'onore sceglie di perdere piuttosto il proprio onore che la propria coscienza.”
Che al ragazzo gli si faccia passare tutto al setaccio e non gli si metta in testa nulla con la sola forza dell'autorità: i princìpi di Aristotele non siano a forza i suoi princìpi, non più di quanto lo siano quelli degli stoici e degli epicurei. Che gli si prospetti una varietà di giudizi: egli sceglierà se può, altrimenti rimarrà nel dubbio. Soltanto i pazzi sono sicuri e decisi. "Che non men che saver dubbiar m'aggrada". (Dante, Inferno, XI).
“È necessario riservare dentro di noi un recesso tutto nostro, assolutamente autonomo, dove conservare la nostra vera libertà, avere il nostro più importanterifugio, godere della nostra solitudine.”
“Non c'è uomo, per quanto decrepito, che non pensi di avere ancora in corpo venti anni.”
“La vecchiaia ci segna più rughe nello spirito che sul volto.”
“Non c'è nulla di così bello e di così legittimo come far bene e dovutamente l'uomo, né scienza tanto ardua quanto quella di saper viver bene e con naturalezza questa vita; e la più bestiale delle nostre malattie è disprezzare il nostro essere.”
“Ritengo che si devono evitare i piaceri, se ne conseguono pene maggiori, e che si debbano invece cercare i dolori, che finiscono poi in piaceri più grandi.”