“Io salgo sul palco, sento il pubblico come un essereunico: c’è quello che è pazzo, che parla in una maniera strana, che urla, un altro che si siede e fa rumore, quell'altro che ride sulla battuta sbagliata... Pianopiano devo uniformarli tutti, devo cercare di prenderli e fare in modo che respirino insieme e che, addirittura, si accordino sul ritmo che io gli do. Loro hanno una chiave, un andamento, e io devo tirarli a me in modo da farli respirare con me. ”