“Se tutto converge all’uno, si mette per forza in ordine; il disordine c’è quando non c’è un «uno» verso cui, in funzione di cui andare.”
Di fronte alla gran confusione di idee, costumi e comportamenti del suo secolo, un monaco anonimo scrisse: “Se è vero, come dice la Bibbia, che il mondo ha iniziato la sua corsa a partire dal caos, mi chiedo se oggi non stia ritornando al punto di partenza”.
“Non avrebbe mai potuto capirmi, perché a me piacciono troppe cose, e io mi ritrovo sempre confuso e impegolato a correre da una stella cadente all'altra finché non precipito. Questa è la notte, e quel che ti combina. Non avevo niente da offrire a nessuno, eccetto la mia stessa confusione.”
“Quando siete arrabbiati con i vostri familiari per il disordine, andate a controllare gli armadi e gli scaffali nella vostra stanza, sicuramente troverete qualcosa da buttare. L’istinto di puntare il dito contro il disordine altrui è segno di negligenza verso i propri spazi. Perciò, quando è il momento di eliminare gli oggetti superflui, cominciate dai vostri e lasciate alla fine gli spazi comuni. Prima di tutto, dedicatevi alle vostre cose.”
“Ciò che ancora è a riposo è facile da contenere, ciò che ancora non si manifesta è facile da prevenire, ciò che è fragile è facile da rompere, ciò che è piccolo è facile da disperdere. Affronta le cose sul nascere, metti ordine prima che si manifesti il disordine.”
“Se introduci un po' di anarchia... se stravolgi l'ordine prestabilito... tutto diventa improvvisamente caos. Io sono un agente del caos. E sai qual è il bello del caos? È equo!”